«I dati sono il nostro nuovo oro. Per beneficiarne dobbiamo sapere come estrarlo, raffinarlo e lavorarlo, mettendo insieme competenze multiple e creatività». Questo è il pensiero di Antonio Scala – chair della terza edizione della conferenza “Big Data in Health” al Cnr a Roma fino al 4 ottobre , ricercatore dell’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e presidente della Big Data in Health Society che ha promosso la conferenza.
«Potremmo avere sotto il nostro naso la risposta a malattie gravi come il cancro o l’Alzheimer – affermano gli esperti – e non saperlo ancora. Potremmo anche avere i mezzi necessari per rendere il nostro Sistema sanitario nazionale più sostenibile ed efficiente, cioè in grado di rispondere a tutti i bisogni dei cittadini senza sprechi, solo che oggi non li vediamo. E questo emplicemente perché non abbiamo ben compreso come sfruttare tutte le potenzialità dei Big Data. In questa enorme mole di dati, riguardanti le più svariate discipline, potrebbero infatti celarsi tutte le risposte alle più urgenti domande di salute. Risposte che oggi possiamo ottenere grazie a metodi di analisi e tecnologie sempre più sofisticate. Serve solo volontà politica e stretta collaborazione tra università, enti di ricerca, istituzioni e aziende».

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Anche in campo economico i dati sono la chiave per semplificare, ottimizzare e rendere maggiormente produttivo il nostro lavoro: li possediamo già, li produciamo in continuazione all’interno delle nostre aziende. Bisogna solo estrarli, organizzarli e interpretarli.
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